Apprendiamo che il Vaticano si appresta a mettere mano alle donazioni dei fedeli per ripianare i debiti creati da un certo cardinale con investimenti fallimentari e quantomeno creativi.

A questo si riduce la Chiesa. Ma c’è un altro cardinale che adotta comportamenti altrettanto creativi in Liguria. Il cardinale Bagnasco, che dopo aver constatato come Cassa e Depositi e Prestiti non acconsenta affatto al finanziamento multimilionario in cui sperava per la sua assurda avventura finanziaria di demolizione e rifacimento dell’ospedale Galliera con drastica riduzione dei posti letto e del personale -tanto anacronistica quanto sbagliata e pericolosa ai tempi del Covid. Ebbene, non pago che Corte dei Conti e CDP manifestano totale sfiducia per questa discutibile operazione immobiliare – che comprometterebbe oltretutto il fragile equilibrio idrogeologico della collina di Carignano su cui sorge l’ospedale – il cardinale cocciutamente insiste, e poche settimane prima di lasciare il suo incarico di presidente del Cda del Galliera sgancia una patata bollente al suo successore, Monsignor Tasca, ma anche a tutta la collettività: contrae un debito di oltre 75 milioni di Euro con la banca europea degli investimenti, che dovremo ripagare noi nei prossimi 25 anni.

Sì, perché il denaro del Galliera è denaro PUBBLICO.

Difatti proprio quest’anno il cardinale è stato invitato a dedurre alla Corte dei Conti (nel tribunale contabile l’equivalente di un rinvio a giudizio dei tribunali penali) per dare spiegazioni su come mai abbia pagato tre volte il prezzo di mercato, anzi il prezzo stabilito dal perito incaricato dallo stesso cardinale, un certo bar che si trova nei pressi dell’ospedale.

Un’altra dubbia operazione, non solo per la cifra esosa con cui il cardinale ha impiegato i nostri soldi, ma anche perché non c’era ancora nessun permesso a procedere con quelle demolizioni che potrebbero forse giustificare – ma non del tutto – l’acquisto di quel bar con denaro pubblico. Ci auguriamo che la Santa Sede intervenga per tempo, e prevenga altri utilizzi “creativi” di denaro pubblico da parte dei suoi ministri, come il cardinale Becciu, come il cardinale Bagnasco, come il suo mentore, il cardinale Bertone, che i media ci hanno detto poi trastullarsi in un mega attico romano ristrutturato a sua insaputa con i soldi dell’Istituto Bambin Gesù.