Interventi sulla rete ferroviaria e sulle strade della Liguria per migliorare i trasporti su rotaia e su strada: due imperativi per rendere ai cittadini il servizio che meritano.

Tutta questa rincorsa alle Torri di Babele, le mega grandi opere delle quali non si vede mai la fine e che sono piene di criticità, non ultima quella delle infiltrazioni mafiose all’interno di questi appalti e subappalti dove riescono a nascondersi come insetti, bloccando la ripresa della Liguria.

Sgomenti ogni volta assistiamo a rallentamenti o a chiusura dei progetti per via delle inchieste che, per fortuna, si succedono.

Non vanno quindi dimenticate per sostenere la ripresa del territorio ligure tutte quelle opere intermedie, le piccole opere che consentono di avere immediatamente respiro.

Perché se è vero che è importante raggiungere un risultato, è altrettanto vero che questo risultato deve arrivare in tempi veloci, utili per poter affrontare le problematiche della quotidianità.

Non si può stare fermi per decine di anni per una chimera irraggiungibile.

Per le problematiche di cui parla il presidente di Confindustria Mondini esistono per l’appunto soluzioni che danno respiro in pochi mesi. Una di queste, sul tema del raddoppio a Ponente è quella di reintrodurre nel sedime ferroviario, dopo che erano state tolti, i binari di precedenza che consentono di far transitare molti più treni anche su binari unici.

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Questa è una soluzione che è possibile mettere in atto con costi relativamente bassi e in poco tempo, mesi, senza dover attendere anni o approvazioni di progetti o finanziamenti mastodontici. Pur senza rinunciare a progetti più ambiziosi, sempre in chiave sostenibile, sul lungo periodo.

Va anche fatto un lavoro accurato e attento di ammodernamento delle locomotive, dei convogli e delle rotaie su cui viaggiano, in modo di poter aumentare le capacità di trasporto sulle tratte ferroviarie liguri esistenti.

Queste sono soluzioni di Buonsenso che consentono di avere dei risultati subito. Poi si può anche lavorare su opere più complesse, ma prima bisogna dare una risposta veloce ai cittadini e alle esigenze del territorio.

Stesso discorso vale per la Val Fontanabuona. È evidente che al ministero delle Infrastrutture, né da destra né da sinistra sia vista come priorità la costruzione del tunnel. Questa è la situazione attuale e bisogna prenderne atto.  Trovare nel frattempo delle soluzioni di breve-medio termine: opere di ingegneria che accorcino le distanze e rendano ottimali i percorsi delle stradine provinciali e comunali che congiungono i comuni della Val Fontanabuona in modo tale da accorciare i tempi di percorrenza.

Stradine il cui stato di manutenzione, va sottolineato, è spesso molto basso.

Vi sono studi che dimostrano come andando a tagliare trasversalmente alcune curve, intervento dal tempo di esecuzione relativamente breve e comunque meno dispendioso sia in termini di costi che di attese rispetto allo scavo del tunnel, sarebbe possibile poter raggiungere dalla valle Rapallo e il Tigullio risparmiando ben 15 minuti rispetto agli attuali itinerari.

Questo sarebbe un enorme passo in avanti per la Val Fontanabuona, territorio che da tempo subisce una forte competizione da parte di territori che possono contare su vie di comunicazioni più rapide.