Le piccole medie imprese, che nascono e crescono grazie all’impegno di imprenditori volenterosi e aperti all’investimento potrebbero contribuire in modo molto più imponente alla crescita dell’Italia se potessero usufruire di una pressione fiscale minore.

È per questo motivo che il MoVimento 5 Stelle si fa da tempo portavoce di una riduzione del carico fiscale partendo dalla riduzione dell’aliquota IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive, istituita nel 1997 e applicata in Liguria in una percentuale che supera spesso il 3,9%, che è l’aliquota di base. Essa, insieme al taglio degli sprechi rappresenta uno strumento efficace di ripresa economica.

Le piccole e medie imprese hanno bisogno di respiro: il carico fiscale spesso troppo elevato limita le possibilità delle PMI di fare il salto di qualità e affermarsi nel proprio settore. Una delle tassazioni che più gravano sui loro conti è l’IRAP, imposta che dal 2009 è diventata pieno appannaggio delle Regioni, che ne decidono il peso sui cittadini.

Introdotta come imposta durante il Governo Prodi negli anni Novanta dall’ex Ministro dell’Economia Vincenzo Visco è poi divenuta un’imposta regionale grazie alla Finanziaria del 2008: questo l’ha portata a divenire proporzionale al fatturato a prescindere dall’utile di esercizio dell’attività.

Cos’è l’IRAP e chi deve pagarla

Come anticipato l’IRAP è un’imposta locale che è applicata al valore di ciò che le aziende producono (valore ricavato dalla differenza tra i ricavi e i costi di impresa, N.d.R.)  e che alcuni soggetti sono obbligati a pagare. Devono eseguire il versamento:

  • soggetti passivi IRES
  • società di persone ed enti equiparati
  • imprenditori commerciali individuali
  • esercenti arti e professioni, anche in forma associata
  • amministrazioni pubbliche

Grazie alla Legge di Stabilità del 2016 sono stati esonerati dal pagamento dell’IRAP le ditte individuali, le società semplici, gli enti non commerciali, le società di capitali o persone del settore agricolo e della pesca.

Non devono versare l’imposta neanche i contribuenti che usufruiscono del regime forfettario, i contribuenti minimi (ovvero coloro che esercitano attività di impresa, professione o arti nel regime fiscale indicato dall’articolo 27 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, N.d.R.) ed i venditori porta a porta, perché coloro che si occupano di vendita a domicilio sono già soggetti alla ritenuta a titolo di imposta.

Perché si paga l’IRAP in Italia

L’IRAP è stata istituita per finanziare il SSN, il Servizio Sanitario Nazionale: uno scopo senza dubbio legittimo ma che non toglie la necessita di una revisione della tassazione alla luce delle difficoltà sempre più evidenti che le piccole e medie imprese hanno nel sopravvivere a una pressione fiscale troppo elevata.

In questo momento l’intero sistema può essere paragonato a un cane che si morde la coda: se le imprese falliscono e licenziano i lavoratori, gli stessi non avranno più possibilità di fare controlli o pagare i ticket relativi.

Questo li porterà a stare male e a obbligare poi lo stesso SSN ad affrontare spese più alte per curarli.

Riuscire a far funzionare il sistema alla base, consentirebbe non solo di far salire la crescita generale e il Pil grazie ai risultati migliori e più soddisfacenti ottenuti dalle imprese, ma darebbe modo di tagliare in maniera sensibile la spesa necessaria per il SSN, riuscendo a mantenere alti anche i livelli occupazionali. Un fattore che si traduce automaticamente in un taglio agli sprechi.

Il peso dell’IRAP sulle imprese in Liguria

La Regione Liguria attualmente impone in moltissimi casi un’aliquota IRAP più alta di quella base prevista al 3,9%. La percentuale cambia a seconda del settore di impresa, sottoponendo i contribuenti al pagamento di percentuali più alte o più basse, a seconda di agevolazioni specifiche.

Stando al Rapporto piccole e medie imprese del Centro-Nord curato da Cerved e Confindustria, e presentato nell’Aprile 2019, che si basa sui dati raccolti nel periodo 2007-2017, le PMI liguri fanno parte, per prestazioni, di quell’eccellenza che nonostante la crisi è riuscita a sopravvivere e a mantenere un certo livello di crescita, sia per fatturati sia per la loro stabilità.

Realtà che già lavorano o presentano tutte le caratteristiche necessarie per operare a livello internazionale ma che risentono in modo sensibile, della pressione fiscale cui sono soggetti.

Secondo lo studio sopracitato, nel 2018 le piccole e medie imprese residenti in Liguria hanno aumentato, sebbene in modo non significativo, i tempi necessari per pagare fornitori e saldare l’indebitamento. Abbassare la pressione fiscale e più nello specifico l’IRAP, darebbe loro la spinta necessaria a migliorare quei parametri che al momento sono influenzati dalle troppe tasse.

E’ per fornire loro le basi di un continuo miglioramento, e una maggiore stabilità occupazionale, che il MoVimento 5 Stelle richiede che la Regione Liguria effettui un taglio dell’aliquota per le PMI in Liguria, adoperandosi allo stesso tempo nella riduzione degli sprechi. Le industrie della Liguria rappresentano già l’eccellenza: aiutarle a mantenere questo status è uno sforzo che la politica può e deve compiere.