Apprendiamo dalla maggioranza di centrodestra che la regione Liguria ha deciso di erogare dei voucher per le scuole paritarie, ovvero quegli istituti a gestione privata e finanziati direttamente dai genitori degli alunni con il pagamento delle rette mensili. Si tratta dell’ennesima, ripetuta e stucchevole marchetta elettorale.

Il Governo ha già stanziato una grande quantità di fondi per le scuole paritarie, aumentando addirittura di un miliardo di euro le già ampie risorse disponibili per questo settore. C’era davvero bisogno che Regione Liguria erogasse altri 2,8 milioni di euro? ovviamente no. Il tutto si configura come un trattamento di favore per le scuole paritarie per evidenti fini elettorali, mentre gli istituti pubblici vengono costantemente e sistematicamente ignorati. E’ il solito atteggiamento diseguale per una manciata di voti in più.

È un vecchio vizio della maggioranza: ricordiamo come nel 2015, appena insediati, l’allora neo-assessore Cavo erogò come primo atto 6 milioni per le scuole paritarie. Evidentemente un comportamento lobbistico che poco ha a che fare con l’istruzione dei giovani liguri.

Non abbiamo notizie su come le scuole pubbliche possano superare questo periodo di emergenza per il Covid: i costi dovuti all’emergenza sanitaria ci sono per tutti, ma solamente alcuni ricevono aiuti e finanziamenti. E ritorniamo con la solita deludente immagine del genitore che deve portare la carta igienica da casa perchè la scuola non ce l’ha. Assieme alle oltre 200 scuole che solo a Genova hanno bisogno di una ristrutturazione, il quadro è completo.

ilBuonsenso al governo della Regione erogherebbe immediatamente tutte le risorse disponibili agli istituti pubblici che ne hanno più bisogno e completerebbe le opere di manutenzione secondo un piano pluriennale, e non dettato solamente dalle emergenze del momento.