Una sinergia tra il governo e la Regione Liguria, un’unione d’intenti formale e di obiettivi comuni. Potrebbe sembrare una frase assurda ma con la realtà che abbiamo vissuto in questi mesi tutti noi cittadini diventa chiaro.

Con la scusa che le leggi le deve fare il governo, la Regione Liguria non ha dato un aiuto, non ha tolto 1 € di tasse e spese per i commercianti, i negozianti, le partita iva e i cittadini in generale. A sentire la maggioranza, la giunta regionale non ha nessun potere, non ha nessuna potere di manovra, a parte prendersi le tasse regionali, e caricare le persone di astio verso il governo.

Dal governo non arriva nulla, non ci sono azioni né finanziamenti a fondo perduto, si dà solo mano libera alle banche per poter erogare finanziamenti a caro prezzo. Oltretutto, quel che poteva essere una boccata di ossigeno, cioè un finanziamento dato dalle banche, non arriva se non ai soliti amici o aziende molto grandi, che sicuramente non hanno le sofferenze dei piccoli commercianti.

Questo continuo rimpallo di competenze e di “vorrei ma non posso” in realtà nasconde una strategia molto più fine, le regioni danno la colpa al governo, il governo dice che le regioni sono lente nell’eseguire, e l’unico che piange è il cittadino. Il presidente della Regione Liguria sicuramente ha preso il suo stipendio ogni mese e ha preso i suoi finanziamenti elettorali per riempire le sue casse, ma a quelle dei commercianti e delle partite iva chi ci pensa?
Se almeno tutta la politica avesse accettato di tagliarsi lo stipendio come ho fatto io, per darlo a un fondo di aiuto per chi ne ha bisogno, sicuramente avremmo qualche problema in meno.

Adesso è arrivato il momento di smettere di giocare a rimpiattino: la regione, i comuni e il governo devono mettere in atto insieme soluzioni rapide e immediate. I negozianti pagano le bollette, gli stipendi ai loro dipendenti, devono saldare le fatture delle forniture che sono arrivate prima della chiusura. Senza nessun introito è impossibile per il 90% delle aziende resistere per più di un mese o due.

È impossibile continuare a parlare di aprire o non aprire, con lotte politiche interne dove sindaci dello stesso partito della giunta regionale non rispettano le indicazioni della regione, con accuse reciproche tra Regione e governo quando poi si incontrano e si abbracciano alle cerimonie come amici fraterni.
Noi abbiamo proposta moltissime idee pratiche per aiutare cittadini e aziende a vivere e dare lavoro.
È ora che le istituzioni facciano il proprio dovere come i cittadini fanno ogni giorno della loro vita.