Ospedale Erzelli. Nessuno lo vuole costruire. Perché?

Nessuno vuole costruire il nuovo ospedale agli Erzelli. 

Non una ma ben due volte la Regione Liguria ha provato a raccogliere tra gli operatori privati proposte progettuali per la costruzione e gestione della struttura ottenendo un nulla di fatto.

Le condizioni per il privato non sono affatto convenienti. La Regione finanzierebbe con soldi pubblici l’acquisizione del terreno dalla Genova High Tech, attuale proprietaria: le aziende private interverrebbero con il loro progetto di ospedale e dovrebbero farsi carico dei costi di costruzione e degli oneri derivanti dall’uso di superficie dell’area acquisita da Regione. 

La gestione sarebbe la fonte di profitto per il privato, ma limitatamente per 25 anni, secondo quanto propone Regione, e verosimilmente i privati non hanno non hanno presentato proposte progettuali perché ritengono di non riuscire a rientrare delle spese.

ERZELLI: TAGLIATI FUORI DAL MONDO

Infatti tutto si è bloccato ma c’è anche un’altra spiegazione: gli Erzelli sono difficilmente raggiungibili. Come al solito si è costruito senza criterio. Pesano le poche vie di comunicazione e i problemi di accessibilità all’area, tuttora priva dei collegamenti dell’ultimo miglio, i marciapiedi per raggiungere l’area non sono a norma. Impensabile e assurdo costruire un ospedale che sia difficile e lento da raggiungere.

Vi sono anche diverse mancate bonifiche del terreno e pochi lavori di messa in sicurezza per una collina fortemente soggetta a dissesto idrogeologico. 

Perché la Regione si comporta in questo modo? I banali e assurdi errori di progettazione provengono da incapacità o precisa volontà di non risolvere, di rimandare?

COME SBLOCCARE LA SITUAZIONE

Sbloccare il progetto Erzelli è possibile. 

Primo: far terminare la bonifica dell’area agli attuali proprietari del terreno, la Genova High Tech, ottenendo che fra i criteri di affidamento dell’incarico prevalga la qualità della bonifica e non il risparmio economico a scapito della qualità. E quindi anche i lavori di messa in sicurezza idrologica.

Secondo, dotare la collina degli Erzelli dei collegamenti pubblici necessari, aumentare la frequenza degli autobus, organizzare servizi di Taxi scontati e navette per chi deve raggiungere l’ospedale, progettare vie alternative d’accesso, rapide ed ecologiche, come ad esempio la funivia di collegamento. E dotare finalmente le vie d’accesso di marciapiedi a norma.

E’ giusto investire in nuove infrastrutture ospedaliere purché l’investimento sia frutto di un percorso, di una pianificazione e di una programmazione di lungo periodo per erogare un servizio efficiente, non solo perché costretti dall’emergenza e dall’incapacità di saper gestire la sanità esistente come si deve. 

INTERVENTI DA FARE SUBITO IN TUTTA LA LIGURIA

Nel frattempo, si potrebbe intervenire su altre emergenze sanitarie diffuse sul territorio ligure. 

Il progetto del nuovo ospedale Galliera che è insostenibile dal punto di vista economico e ambientale, va rivisto perché quell’ospedale ha bisogno di un importante intervento di restauro affinché possa funzionare con efficienza; l’ospedale di Rapallo è al minimo delle sua capacità operative, così come la cessione a privati delle strutture di Albenga e Cairo sono bloccate, proprio com’è bloccata anche la situazione agli Erzelli.

Il tanto atteso nuovo ospedale della Spezia, il Felettino, è diventato purtroppo una barzelletta. E il pronto soccorso del Villa Scassi, l’unico pronto soccorso nel ponente genovese – essenziale dunque finché non esisterà un’alternativa – ha un finanziamento già stanziato e pronto per la sua necessaria ristrutturazione, ma nessun progetto è mai partito. Che si faccia partire il progetto di ristrutturazione del Villa Scassi.

A Taggia l’ospedale unico ha il sapore dell’ennesima sconfitta per la giunta Toti, un po’ come lo sono gli scavi abbandonati del Fellettino alla Spezia. 

I fondi per l’edilizia sanitaria vanno investiti prima di tutto nell’esistente, che deve funzionare alla perfezione, la costruzione di nuovi ospedali dev’essere un punto d’arrivo e non un’illusione semantica del domani per chi non sa pianificare e progettare risposte all’oggi.

Nel mentre che gli appelli di Regione ai privati rimangono inascoltati, che progetti ancora non scritti finalmente partano, che iter di costruzione inizino: i nosocomi della Liguria devono funzionare ed erogare servizi di qualità ai cittadini, sempre.