Nella nostra regione l’ndrangheta è purtroppo padronapermea il nostro tessuto politico-amministrativo e spadroneggia nei traffici di stupefacenti. Genova è particolarmente esposta perché è il porto più importante d’Italia ed è quindi crocevia di traffici leciti e illeciti – ha dichiarato ieri mattina, nelsuo intervento al Rousseau City Lab di Genova, la capogruppo regionale Alice Salvatore-. Che cosa si sta facendo per arginare questo fenomeno? Finora, da parte di chi ci amministra, non abbastanza. Dopo estenuanti battaglie e sì… non pochi scontri con l’attuale maggioranza, finalmente stiamo ottenendo di istituire una Commissione antimafia. Singolare che non sia stata immediatamente istituita e che la nostra proposta sia restata imbrigliata dal presidente della Commissione affari istituzionali, Vaccarezza di Forza Italia. Pensiamo che il grande evento del Rousseau City Lab sull’antimafia abbia tuttavia contribuito a sbloccarne l’iter: proprio venerdì ho ricevuto una comunicazione dalla Commissione in tal senso, dopo un anno di attesa”.

“Speriamo poi che la Giunta Toti si decida a convocare Tavolo della Legalità (di cui sono membro) per l’anno in corso: per ora non se ne sente parlare. E sì che la legge regionale dice chiaramente che debba essere convocato almeno una volta l’anno, mentre in 4 anni di governo Toti è stato convocato solo 2 volte, cioè nel 2016 e nel 2018. Ancor più singolare, poi, è che in quelle due uniche volte si sia parlato di mafia solo grazie al M5S: nel 2016, portai il Giudice Imposimato a intervenire, mentre l’anno scorso fui la sola a parlare della relazione della Commissione antimafia sulla Liguria. Sonia Viale, che presiede il tavolo, si occupava soltanto rapine e furtarelli. Qualora ce ne fosse bisogno, ricordo alla Giunta Toti che anche il nuovo questore Ciarambino, appena insediatosi a Genova, fa appello affinché a Genova si contrasti una volta per tutte la mafia”, ha poi aggiunto la capogruppo.

Che la mafia sia una realtà con cui la Liguria deve suo malgrado fare i conti è stato poi sottolineato anche dal consigliere regionale Marco De Ferrari, che ha ricordato il triste binomio “criminalità organizzata-business dei rifiuti e crimini contro la biodiversità, come il bracconaggio. “Secondo il report Ecomafie 2018 di Legambiente, la Liguria è salita per la prima volta al quarto posto in Italia per i crimini contro la biodiversità e gli ecoreati. Le ecomafie, come quantificato dalla stessa Legambiente, a livello nazionale controllano un giro d’affari pari a 14 miliardi di euro. È necessario che le istituzioni lavorino sulla prevenzione, ma la vigilanza ambientale purtroppo è ridotta all’osso a causa del disinteresse totale della Giunta, con la quale sono cadute nel vuoto tutte le nostre proposte affinché si distinguesse e si facesse carico della Polizia provinciale, invece di ridurla da 81 a 24 agenti in un sol colpo nel 2016 sia di formare e dare mezzi a nuove Guardie Ecologiche Volontarie in tutte le province liguri. il tutto in un quadro già surreale causato dal Governo Renzi-Gentiloni che ha smembrato il Corpo Forestale  dello Stato dopo 194 anni di gloriosa storia nella prevenzione agli ecoreati e la lotta alle ecomafie. Come M5S abbiamo ancora degli atti da portare all’attenzione della Giunta Toti in materia di potenziamento di vigilanza ambientale e speriamo non cadano nel vuoto”.

I casi di corruzione o tentata corruzione nella pubblica amministrazione si combattono anche con il whistleblowing, cioè con l’azione di chi segnala i casi. Come M5S in Consiglio regionale, nel 2016, avevamo cercato di anticiparne la discussione proponendo un Odg perché la Giunta adottasse gli strumenti informativi necessari per supportare e mettere al sicuro chi volesse in qualche modo segnalare gli illeciti. Avevamo esteso l’azione anche alle strutture regionali come le Asl, ad esempio. Non abbiamo la pretesa di pensare che il whistleblowing possa risolvere i casi di corruzione, ma almeno potremmo iniziare ad arginarlo. Purtroppo l’Odg è stato bocciato. Atteggiamento che denota una mancanza di attenzione al tema da parte di chi oggi ci governa in Liguria. Fortunatamente, a livello nazionale la legge è andata a buon fine”. Così, il consigliere regionale Andrea Melis.

“Su certi temi come la criminalità organizzata, il M5S Liguria ci sta mettendo più che la faccia: non abbiamo paura e tantomeno freni, come invece pare abbia la vecchia classe politica della nostra regione– è infine intervenuto il consigliere regionale Fabio Tosi -. Vado al sodo: nel 2016, presentammo una Pdl sul 416 bis e sul 416 ter, quindi su associazione di stampo mafioso e voto di scambio, perché regione Liguria non recepì la normativa rivisitata dalla Commissione antimafia del 2014. Noi comuni mortali, cittadini prestati alla politica, abbiamo fatto una proposta di legge per far sì che l’istituzione Regione Liguria potesse anzi dovesse costituirsi parte civile in quei processi che chiamano in causa il 416 bis e ter”.

Il Gruppo 5 Stelle ha infine ringraziato l’Associazione Rousseau per aver portato il City Lab a Genova. “La nostra Regione aveva bisogno di questa presenza: è un segnale importanteanche in considerazione di tutti i fatti criminosi e mafiosi che sono occorsi, tra cui le tre città che si sono visti sciolti i loro consigli comunali per mafia”, ha infatti ricordato Fabio Tosi.

MoVimento 5 Stelle Liguria