Sono diversi e articolati i motivi che spingono il sindacato Usb del Gaslini a scendere in piazza a manifestare. Lo fanno perché ormai non c’è altra soluzione e da parte dell’azienda non c’è stato il minimo ascolto.
Sono motivazioni molto importanti, specifiche, che sono la sostanza del lavoro importante che medici, infermieri e Oss fanno quotidianamente per i piccoli ospiti del Gaslini.
Assunzioni. Si sbandiera tanto la necessità di aumentare il numero di infermieri e Oss nella sanità, che pressata dalla pandemia Covid risente ancora di più delle già evidenti mancanze, ma non si fa nulla.

Come sappiamo c’è una carenza di infermieri in Liguria. Non solo al Gaslini non si assume nuovo personale, ma ci si aspetta che gli infermieri arrivino da tutta Italia per contratti a termine di soli 6 mesi, quando va bene. Ovviamente quasi nessuno si muove da fuori Liguria, ad esempio da sud a nord per 6 mesi di contratto. E questo non fa altro che lasciare insoluto il problema della mancanza di personale.
Non contenti, pur avendo diversi piccoli ospiti con il Covid, l’azienda non si preoccupa minimamente di aggiornare adeguatamente i regolamenti e, quindi, di come possano lavorare gli infermieri. Un esempio su tutti proprio nel lavoro di assistenza ai malati, che, ricordiamolo, sono bambini, in camere ad atmosfera controllata dove l’infermiere deve essere completamente “bardato” con tutti i dispositivi di sicurezza. Il punto è però che siccome viene assegnato un solo infermiere per quattro letti, se un unico addetto è coperto secondo il protocollo anti-Covid, gli altri non possono intervenire neanche volendo, a meno di non mettere in pericolo tutto il reparto.

Sono storture dovute esclusivamente ad una gestione che tiene conto dei profitti e pochissimo della salute.
Ma non finisce qui, ci sono anche tanti altri motivi, come la mancanza di Dpi, con oltre 107 dipendenti interni ed esterni positivi al Covid (!), e le giornate di riposo non sono trattate come da Legge 104, quindi i dipendenti non riescono ad assistere i propri parenti bisognosi né a curare sé stessi.
Insieme all’USB chiediamo che i DVR (i Documenti di Valutazione dei Rischi), di ogni azienda che riceve finanziamenti pubblici siano resi pubblici, per poter monitorare con attenzione l’adeguamento e l’idoneità rispetto alla minaccia Covid pervasiva, e in generale il livello di sicurezza in cui opera il personale.

Insomma, è ben chiara la situazione: qui si rischia di sfruttare senza alcun limite i lavoratori. Persone che comunque mettono l’anima in ciò che fanno, perché sanno l’importanza sociale del loro lavoro. Ma non ci si può approfittare così del buon cuore dei lavoratori per fare i propri comodi. Soprattuto perché questo crea potenziali rischi sanitari per tutti.
Ci battiamo al fianco dei lavoratori da sempre e continuiamo a farlo oggi.