Per aiutare le piccole e medie imprese a rifiorire c’è bisogno di soluzioni serie e coordinate che possano sostenere la ripartenza, come tasse più basse sui rifiuti e dehors gratuiti per bar e ristoranti.

In un momento in cui la Liguria sta rialzando la testa e sta cercando di riconquistare il terreno perduto nel corso del periodo di lockdown causato dal covid-19, è divenuto basilare riuscire a fornire ai lavoratori e alle imprese gli strumenti necessari alla ripresa.

La Liguria merita di riconquistare il suo ruolo di regione all’avanguardia per produttività e benessere e questo è possibile solo con l’impegno di tutti e un po’ di buonsenso.

Vi è bisogno di un atteggiamento proattivo da parte di tutti gli interlocutori interessati e soprattutto dalla politica per trovare soluzioni: le piccole e medie imprese devono poter contare su un calo della pressione fiscale, le partite iva devono avere il giusto sostegno ed è importante dare immediato sollievo al commercio di prossimità, uno dei settori più colpiti dalla crisi di questi ultimi mesi.

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È per questo motivo che i dehors degli esercenti devono rimanere gratuiti, la tassa sui rifiuti (Tari) deve essere completamente cancellata per i mesi del lockdown, dato che le imprese non hanno generato spazzatura e più in generale dovrebbe essere perlomeno dimezzata.

In Liguria, tra l’altro, la Tari è altissima e la motivazione va ricercata nel fatto che vi siano impianti non a norma per la gestione dei rifiuti e nel mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dall’Unione Europea.

Problemi che è possibile risolvere con buonsenso e impegno da parte di tutti.

Aiutare il commercio di prossimità è un’altra delle priorità necessarie da affrontare in Liguria: l’apertura del centro commerciale in via Piave a Genova è il perfetto esempio di come gli interessi delle multinazionali possano minare il tessuto sociale urbano.

Il centro commerciale non solo svaluterà dal punto di vista turistico un quartiere tra i più belli della città, ma metterà in crisi tutti i negozi esistenti nella zona: attività famigliari che di generazione in generazione hanno fatto la storia di Genova e delle sue vie.

Il rispetto degli impegni presi dalla Regione nei confronti dei negozi di prossimità è basilare per la loro sopravvivenza: la promessa della non apertura di altri complessi da giugno a dicembre 2020 però non è abbastanza per assicurare un futuro a tutte quelle famiglie liguri che hanno lottato per non chiudere a causa della crisi scatenatasi per il virus.

I cittadini liguri meritano di più ed è per questo che ilBuonsenso ha già depositato una proposta di legge per cui la Regione deve ascoltare i rappresentanti dei commercianti prima di rilasciare nuove autorizzazioni alla costruzione di centri commerciali.

La Liguria e i suoi cittadini meritano di essere tutelati: facciamo tutti la nostra parte per riportare la regione al suo antico splendore.