Darsena di Genova: meglio le multinazionali o le organizzazioni per il territorio?

Veduta aerea della Darsena di Genova

La darsena del Porto di Genova (o Nuova darsena) è uno spazio importante a livello infrastrutturale per le attività di Ucina ed il suo Salone Nautico. La concessione di questo spazio, valida fino al 31 dicembre del 2017 era stata prorogata sino al 31 ottobre del 2018, momento in cui, ufficialmente attraverso il provvedimento n. 3132/2018, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (Adsp) ha concesso per quattro anni l’usufrutto di una porzione della stessa creando non poco scalpore e confusione in merito allo sfruttamento della zona.

Tornando al 2014 è possibile ricostruire quella che è stata la gestione delle richieste di sfruttamento della darsena da parte de I Saloni Nautici (ISN) per l’organizzazione del Salone Nautico Internazionale di Genova, rassegna specializzata dal grande successo. Per organizzare la manifestazione nell’aprile del 2014, ISN presenta una istanza di concessione dell’area demaniale della nuova darsena del Porto di Genova prospettando una durata decennale compatibile con le proprie esigenze: essa viene concessa nel settembre del 2014 ma esclusivamente fino al 31 dicembre 2015. Una nuova richiesta, questa volta di sfruttamento quinquennale, viene presentata ad agosto del 2015 e l’istanza viene accettata solo fino al 31 dicembre 2016. ISN presenta una nuova istanza di concessione quinquennale nel settembre 2016 riuscendo ad ottenere la possibilità di sfruttamento della zona solo fino al 31 dicembre 2017. Le concessioni di durata annuale sono state giustificate adducendo l’esigenza di rivedere le scelte di programma relative al compendio al fine di una futura ricollocazione dei circoli sportivi nautici e della Torre piloti.

Cosa succede nel 2017 quindi? A settembre ISN presenta ancora una volta domanda di concessione quadriennale, mentre la Amico & Co. S.r.l presentava istanza di concessione per venti anni nelle stesse aree. Mentre la domanda di ISN viene pubblicata il 18 novembre del 2017, quella dell’azienda non è mai stata pubblicata. Un’occorrenza che ha causato un danno alla controllata di Ucina, dato che non ha potuto modificare, come permesso dalla legge, né la sua domanda né il suo piano aziendale di sfruttamento, sia per ciò che concerne la durata che la zona di interesse.

Una decisione, quella presa dall’Autorità Portuale, che ha lasciato perplessi in molti per via della mancanza di bandi pubblici e di procedure chiare e che ha scontentato Ucina che ha visto nell’atto stesso un impedimento alla sua attività.

Ciò che è avvenuto rappresenta un problema tecnico-legale non indifferente essendo stata frazionata una concessione in questo modo che sarebbe dovuta essere unitaria in base al piano regolatore approvato per il Porto di Genova.

Non solo: la concessione così avvenuta da parte dell’Autorità di Sistema ha reso possibile l’apporto di modifiche da parte dell’azienda navale dei luoghi semplicemente usufruendo di un atto di sottomissione e senza il rilascio del titolo concessorio, aggravando la situazione e rendendo difficile l’attuazione piena dell’annuale Salone Nautico patrocinato da Ucina venendo a mancare le garanzie necessarie per la stessa.

Il T.A.R. Liguria, con sentenza pubblicata in data 13 maggio 2019 ha accolto il ricorso presentato da Saloni Nautici contro la decisione, annullando per illegittimità la deliberazione dell’Autorità Di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale del 31 luglio 2018 e l’atto di sottomissione del 13 dicembre 2018 con il quale era stato concesso ad Amico & Co. S.r.l. di operare provvisoriamente su una porzione di compendio di 58.010 mq. La decisione si è basata sulla rilevazione, da parte del tribunale amministrativo regionale, della violazione dei “principi di parità di trattamento, imparzialità e trasparenza” cui si deve conformare l’agire dell’Amministrazione nella fase pubblicistica dell’evidenza pubblica, preordinata all’individuazione del soggetto cui assentire il rilascio delle aree demaniali.

Una decisione accolta con delusione a suo tempo da Amico Srl che sottolineò di essere preoccupata per lo sviluppo commerciale e lavorativo dell’area. E sebbene al momento entrambe le parti siano al lavoro per trovare una soluzione che consenta il normale svolgimento del Salone Nautico, rimane comunque da sciogliere il nodo concessione tutt’altro che risolto con la decisione del Tar.

Grazie infatti alla sospensiva in tal senso concessa dal Consiglio di Stato l’Autorità Portuale in questi mesi ha riaperto il confronto e la possibilità più gettonata vedrebbe la Amico Srl mantenere la concessione della Darsena al 60% mentre il 40% in mano a Saloni Nautici passerebbe a Porto Antico Spa in cambio del ritiro del ricorso al Tar di Genova per ottenere uno sfruttamento della zona più a lungo.

Una soluzione che non convince molto gli osservatori della situazione e che cancellerebbe i passi in avanti fatti finora per poter risolvere il problema della concessione senza danneggiare il comparto turistico e commerciale della città: non bisogna infatti dimenticare che il Salone Nautico non solo è in grado di attirare moltissimi espositori ed aziende ma anche tantissimi turisti appassionati di nautica ed imbarcazioni. Non solo: non si può tralasciare quel che è stabilito dal piano regolatore relativo alla darsena, ovvero che la concessione non è frazionabile e che dovrebbe essere assegnata previo procedura ad evidenza pubblica.

Secondo il presidente dell’Autorità portuale del Mar ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini le trattative, grazie anche all’apporto del sindaco di Genova Marco Bucci, sarebbero in fase “molto avanzata”, ed una soluzione sarebbe vicina.

Quel che appare evidente è che si stia cercando un compromesso per accontentare entrambe le parti non tenendo conto dell’importante quanto necessario rispetto delle regole della concorrenza e dei canoni di trasparenza ed imparzialità che dovrebbero portare a delle procedure di evidenza pubblica che ottengano, nell’interesse di tutti, di scegliere il migliore offerente.