Così rilanciamo il Salone Nautico e la Fiera di Genova

Intervento di Alice Salvatore

La conferenza stampa di oggi è stata un successo. Abbiamo chiesto la partecipazione dei cittadini a nuove iniziative in favore di Genova, delle sue attività e del suo turismo.

Siamo convinti che con una buona pianificazione urbanistica sia possibile coniugare sviluppo economico, turismo, vivibilità e salubrità dell’ambiente.

Oggi si inaugura il Salone Nautico, la manifestazione fieristica più importante della città che deve essere sostenuta anche attraverso il rilancio delle aree da troppo tempo degradate. Siamo quindi favorevoli alla riqualificazione delle aree della Fiera se questa riqualificazione sarà in grado di restituire la meritata importanza al Salone Nautico favorendo la nautica, le attività da diporto e turistiche dando un impulso all’economia ligure, creando nuovi posti di lavoro ma anche generando spazi pubblici di qualità e sinergici con i quartieri limitrofi e la città.

Siamo anche convinti che sulle aree della fiera si giochi parte del futuro di Genova nei prossimi decenni così come è stato per l’area del Porto Antico oltre 25 anni fa.

Per questo chiediamo che le scelte su quelle aree siano fatte con lungimiranza, trasparenza a beneficio dell’intera collettività e non per interessi di parte.

Oggi parliamo delle aree a confine tra la Fiera e l’area industriale immediatamente a ridosso. Ricostruiamo brevemente quanto accaduto:

Nei primi anni 2000 (2003 per la precisione) un accordo di programma tra Regione, Comune e Autorità Portuale definiva la riorganizzazione dell’area tra Fiera e Riparazioni navali indicando chiaramente il perimetro tra industriale delle riparazioni e l’area fieristica e urbana.

In questi anni gli spazi della darsena di Genova sono stati divisi tra la Amico srl, multinazionale nel settore della nautica di lusso, e la UCINA, associazione senza scopo di lucro che organizza il famoso Salone Nautico di Genova. Queste due organizzazioni hanno finora potuto disporre di spazi concepiti secondo le rispettive necessità.

Alice Salvatore nel corso della conferenza stampa

Recentemente l’Autorità Portuale di Genova, con l’assenso politico del sindaco Bucci (che ha ceduto alcune aree che erano prima di competenza comunale) ha rinnovato, senza concorso pubblico ma di sua iniziativa, le concessioni all’Amico srl per altri 20 anni, limitando invece le concessioni ad Ucina a 4 anni. Inoltre l’Autorità di Sistema Portuale ha privato la Ucina di un’importante porzione di Darsena, riassegnata arbitrariamente alla Amico srl.

Questo ampliamento dei cantieri industriali contraddice uno dei concetti più importanti del progetto di riqualificazione del Waterfront di Levante, ideato dall’architetto Renzo Piano che prevede un naturale collegamento tra l’area del Porto Antico e quella della Fiera attraverso la realizzazione di collegamenti e spazi pubblici che si aprono finalmente verso la città.

Un progetto, quello del Waterfront che nessuno ha il coraggio di ammettere di essere fallito perché, come noi avevamo previsto, è un progetto privo di un piano di fattibilità economica. Il ritiro degli investitori internazionali che tutti conosciamo ha purtroppo dimostrato la fallimentare strategia firmata Bucci/Toti.

Ora il rischio per quell’area è lo smembramento in piccoli lotti che non danno nessuna garanzia sul risultato complessivo della riqualificazione. L’operazione che stanno tentando, attraverso l’ampliamento gli spazi industriali a favore di Amico e a discapito della città ne è un esempio lampante; così come rischia di essere anche la cessione del Palazzetto dello Sport del quale non si è ancora riusciti a capire se rimarrà una delle più importanti strutture sportive nazionali o l’ennesimo centro commerciale tanto cari a Bucci.

Il nostro scopo oggi è porre l’attenzione della cittadinanza su quelle aree chiedendo ai cittadini di partecipare attivamente alle scelte sul destino di quel pezzo di città aree senza subire passivamente decisioni che rischiano di compromettere la salute e l’economia dei genovesi.
Due sono gli obiettivi:

OBIETTIVO UNO: DIFESA DELLA SALUTE

Il primo obiettivo è la difesa della salute dei cittadini di Foce, Carignano e del Centro.

L’ampliamento delle aree industriali ai piedi della città aggraverebbe il già pesante impatto ambientale della zona causando ulteriore diffusione di polveri sottili a tutto danno della salute dei cittadini della zona Carignano, Foce e Centro, densamente popolate.

Provate solo ad immaginare gli effluvi, le polveri e gli scarti industriali a poche centinaia di metri da dove bambini stanno giocando.

OBIETTIVO DUE: RILANCIO DELL’ECONOMIA DELLA DARSENA

La situazione che si sta configurando avrebbe conseguenze dirette negative per l’economia della Darsena: innanzitutto viene pesantemente ostacolata l’attività del salone nautico, una manifestazione di livello internazionale che da sempre reca prestigio alla nostra città.

Ad esempio, l’attuale edizione del Salone è stata resa possibile solo perché la Amico ha accettato di spostare per 50 giorni le sue navi, concedendo uno spazio solo temporaneo agli allestimenti di questo importante appuntamento cittadino. Vi lascio immaginare il danno di un tracollo definitivo del Salone Nautico, che già ora non ha più l’importanza internazionale di un tempo.

Ma l’ampliamento della zona industriale porta con se anche conseguenze indirette molto gravi: il degrado che tali funzioni necessariamente portano con loro incrementerà ulteriormente l’invivibilità ed il depauperamento degli spazi urbani, dei valori immobiliari e, in una parola, della qualità di vita di coloro che abitano nelle zone limitrofe.

PROPOSTA DI REFERENDUM

Sulla base di queste considerazione abbiamo proposto un referendum con cui si annulla la delibera del Comune con cui ha ceduto alcuni spazi prima destinati a servizi pubblici e di interesse territoriale alla Autorità Portuale, per attività di cantieristica navale.

Questo è il passo fondamentale per salvaguardare la salute dei cittadini ed evitare l’inquinamento dell’aria in zone altamente popolate. Inoltre, così facendo proteggeremo il prestigio dei Saloni Nautici di Genova, e promuoveremo lo sviluppo di attività turistiche e diportistiche, con gli annessi posti di lavoro.

LA NOSTRA PETIZIONE

Oltre al Referendum abbiamo anche lo strumento della petizione. La petizione consiste in una determinata richiesta che i cittadini possono rivolgere a un’autorità o a un ente pubblico per sollecitare determinate attività. Il diritto di petizione è contemplato dall’articolo 50 della Costituzione, una delle forme più lampanti di democrazia diretta. La nostra in particolare sarà una petizione di sensibilizzazione: ha lo scopo di attirare l’attenzione su una determinata tematica.

La nostra petizione vuole mantenere le aree della Darsena ad uso pubblico per potenziare le manifestazioni fieristiche come il salone nautico, e anche le fiere permanenti della nautica da diporto.