Il bonus da 600 euro finito anche nelle tasche dei parlamentari che lo hanno richiesto non è solo segno indecente di mancanza di senso civico da parte di quei soggetti, ma è colpa delle mancanze della legge, scritta male e progettata senza criterio.

Quando a marzo uscì il decreto che consentiva di ottenere €600 per l’emergenza del Covid, lo staff del Buonsenso aveva già individuato le criticità nel testo del provvedimento. Ci siamo subito resi conto che non erano state stabilite con precisione ed efficacia delle soglie oltre le quali erogare €600 era del tutto superfluo e sbagliato.

Basandosi su quella legge inesatta e su quelle mancanze, siamo arrivati al paradosso per cui alcuni parlamentari, che hanno uno stipendio medio di €13000 netti al mese, sono riusciti a chiedere e ottenere per le proprie partite IVA €600 di bonus, quando sappiamo bene che questo denaro non è arrivato a tutti nella maniera più omogenea e graduale.

Come al solito, da un lato c’è un indecente spettacolo di una parte della politica e dall’altro l’incompetenza o forse la volontà di non scrivere leggi che siano adeguate. E’ inutile ripetere che, nonostante tecnicamente non sia stato commesso alcun illecito, sarebbe minimo segno di dignità per ogni parlamentare rifiutare, o se li hanno già intascati, restituire i €600 per le proprie partite IVA.

Abbiamo interi nuclei familiari monoreddito che sono sul limite del patire la fame e delle microattività che stanno per chiudere definitivamente la saracinesca per via della immensa emergenza sanitaria ed economica accaduta. È quantomeno scandaloso che questi soldi possano finire nelle mani nelle tasche di parlamentari.

Devono dimettersi tutti coloro che hanno approvato una legge così iniqua e stupida.
Ci auguriamo un poco di buonsenso e di decenza.