Ambientalisti a parole, cementificatori nei fatti: il PD non riesce ad avere un’unica faccia e questo è stato ancora una volta confermato grazie alla presentazione, da parte del candidato alla Regione Ferruccio Sansa, del compagno di partito Davide Natale, candidato del PD a La Spezia.

Sarebbe curioso chiedere a Sansa se conosce la storia del suo collega. Nel 2018 infatti, grazie alle sue improvvise dimissioni da consigliere provinciale fu possibile approvare in pieno agosto il Paur, dando di fatto via libera all’ato rifiuti con il quale poco dopo Giampedrone annunciava il nuovo biodigestore a Saliceti.

Fu chiaro a tutti in quel momento che le basi per costruire un vero orrore ambientale erano già state gettate da tempo.

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Il biodigestore è prima di tutto una struttura spesso sovradimensionata, la cui presenza sul territorio deturpa l’ambiente circostante, ma soprattutto non è una soluzione ambientalista al problema della spazzatura e del suo riciclo.

Essi vengono usati a Genova e nel Tigullio per produrre energia e biogas, ma per funzionare necessitano di reagenti chimici dall’odore acre e che inquinano e che con le loro esalazioni mettono a rischio la salute delle persone. Non meno grave è il fatto che siano strutture a continuo rischio di esplosione.

Quelli che andrebbero costruiti e messi funzione sono i biodigestori di tipo aerobico, dove la spazzatura marcisce in modo naturale, senza il bisogno di utilizzare dei reagenti chimici: alla fine della trasformazione si ottiene del compost che può essere riutilizzato, secondo i dettami dell’economia circolare, all’interno del settore agricolo per concimare il terreno.

Rispettare l’ambiente deve essere un obbligo per tutti: un biodigestore inquinante e pericoloso non è la soluzione. Il PD, oltre che essere ambientalista a parole per via della campagna elettorale in atto dovrebbe esserlo anche con i fatti.