L’AIDS non è affatto sconfitto! A 36 anni dalla sua scoperta, per quanto la medicina abbia fatto passi da gigante, il ‘mostro’ Aids è esiste e i dati ci dicono che i contagi stanno salendo: nella nostra Regione, ad esempio, sono aumentati i casi tra le giovani e giovanissime nella fascia tra i 15 e i 19 anni. A questa età la principale paura è la gravidanza, e si sottovaluta invece un’infezione che può essere anche letale. Non a caso il dato più preoccupante riguarda la trasmissione eterosessuale, schizzata all’87,8% delle nuove diagnosi.

Regione Liguria sta distribuendo il test gratuito messo in campo da A.Li.Sa per individuare, nella fascia 18-65 anni, il maggior numero possibile di persone sieropositive ma questo approccio affronta solo parzialmente il problema. Serve certamente per far fronte al contagio (stando ai dati dell’Istituto Superiore della Sanità, infatti, il 70% dei casi di AIDS segnalati nel 2018 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive), ma lo affronta a valle. Bisogna stroncare il problema sul nascere, dobbiamo avere meno malati: occorre una campagna di sensibilizzazione e di educazione sessuale rivolta a tutti, con particolare riguardo ai giovanissimi e giovani che si affacciano alla vita di coppia.

Il contagio infatti non dipende solamente da un calo dell’attenzione e/o una sottovalutazione dei rischi, ma anche da un’insufficiente comunicazione sui reali pericoli che si corrono quando si cede a rapporti non protetti. Non dobbiamo avere remore o freni: parliamone, diffondiamo il messaggio!

Se vogliamo arrivare al traguardo ‘Zero casi’ entro il 2030 del progetto ‘Fast-track cities’ cui hanno aderito in prima linea città italiane ed estere, occorrono dunque contromisure efficaci.