Ho letto articoli di giornale inverosimili, dove si diceva tutto e il contrario di tutto sull’acceso e partecipato dibattito che martedì si è svolto in Consiglio regionale a proposito di una mozione di Fratelli d’Italia sulla legge 194, che convenientemente e strumentalmente enfatizzava solo le parti che della legge 194 a Fi piacciono di più, tralasciando le più importanti.
Noi riteniamo che quel testo sia comunque strumentale, atto solo a fare sterile propaganda politica. Siamo però riusciti ad emendarlo e a renderlo meno deficitario, inserendo anche nel dispositivo finale della mozione il riconoscimento e la piena attuazione di tutta la legge 194, e nello specifico il principio di autodeterminazione della donna! che sta alla base del prezioso testo di legge. Non siamo riusciti invece a impegnare la Regione per quelle che sono le sue reali competenze per espletare questa legge dello Stato, nello specifico abbiamo chiesto il potenziamento della rete consultoriale, un finanziamento sociosanitario volto a garantire l’espletamento della 194 in tutte le sue forme: educazione sessuale, educazione ad un corretto uso degli anticoncezionali, l’assistenza per la donna in gravidanza e per la donna che sceglie l’interruzione di gravidanza. Ma niente Viale e Toti non vogliono usare i fondi regionali per ciò che realmente serve alle cittadine e ai cittadini liguri; abbiamo anche chiesto che la Giunta si impegni a garantire il pieno espletamento della legge presso tutti i presidi ospedalieri liguri, con la presenza di personale medico non obiettore di coscienza. Insomma, quella mozione era solo fuffa, per far parlare e per fare dibattito e per strumentalizzare quel dibattito, è fuffa perché chiede alla Regione di rispettare una legge dello Stato che la Regione dovrebbe già (per legge…) rispettare, la sola cosa che avrebbe senso discutere in un Consiglio regionale sono le materie di competenza della Regione (consultori, educazione sessuale, fondi sanitari ben distribuiti). Per questo motivo ci siamo astenuti: astenersi significa RIFIUTARSI FORMALMENTE E UFFICIALMENTE DI PRENDERE PARTE AD UNA VOTAZIONE INOPPORTUNA. Non abbiamo votato contro perché siamo naturalmente a favore dei principi di tutela della vita e perché nel testo parziale e fazioso siamo riusciti ad inserire il concetto chiave della legge 194, e cioè l’autodeterminazione della donna, la libertà di ogni donna di decidere il destino del proprio corpo e della propria persona; non abbiamo votato a favore perché sebbene quella mozione sia solo un esercizio retorico ed una provocazione, siamo comunque consapevoli che un tema così importante come la legge 194 sia stato strumentalizzato a fini propagandistici e senza impegnare la Regione ad alcunché di concreto e di sua stringente competenza, solo per creare scompiglio mediatico.
Qui sotto potete leggere il testo integrale del nostro comunicato e ascoltare i nostri interventi in Aula nel video allegato. 
SURSUM CORDA!