VICEPRESIDENZA, PAITA DISTORCE I FATTI

Invece di fare acrobazie semantiche, la ormai ex consigliera Paita pensi alla magra figura rimediata con la sua candidatura blindata alla Camera, voluta a tutti i costi nonostante questo comporti la perdita di un seggio al Partito Democratico in Consiglio regionale (subentrerà un soggetto di coalizione che non entrerà certo nel gruppo PD), e che dimostra la palese mancanza di serietà di Paita verso il suo elettorato e una sgradevole assenza di senso istituzionale, spirito di gruppo e visione politica.

La completa irresponsabilità di Paita si traduce in affermazioni mendaci rispetto a quel che è accaduto questa mattina all’incontro tra le minoranze, che Paita ha concesso obtorto collo solo a pochi minuti dall’inizio dei lavori d’Aula: in quell’occasione nessun 5 Stelle ha tentato di imporre alcunché, semmai il nostro capogruppo Gabriele Pisani ha proposto di usare un metodo partecipato e condiviso fra tutte le minoranze per individuare il profilo più gradito e idoneo secondo tutti i gruppi politici. La risposta di Paita è stata che loro avevano già scelto e che non trovavano interessante tale metodo.

Ma Paita non si ferma qui e arriva persino a distorcere a suo piacimento le mie parole in Aula. In quell’occasione ho dovuto puntualizzare quanto fossimo delusi dello scarsissimo impegno di Pippo Rossetti come Vicepresidente del Consiglio, della sua completa incapacità di farsi portavoce delle esigenze della Minoranza, incluse quelle del suo stesso partito. E ho aggiunto come, nostro malgrado, le nostre istanze siano state al più tutelate dal Presidente del Consiglio, che è espressione della Maggioranza, anziché da Rossetti, che non si faceva sfuggire, semmai, ogni occasione per metterci in difficoltà. Il nostro è stato un giudizio politico. Rossetti è stato talmente disastroso da essere silurato come Vicepresidente persino dal suo stesso partito, che ha proposto un altro candidato. È un fatto che fotografa un Partito Democratico in macerie. Ci consoliamo constatando che i deprecabili, soliti, ragionamenti personalistici tipici della vecchia politica, porteranno un po’ più lontana la peggiore attrice della scena politica ligure, Raffaella Paita, di cui difficilmente in Consiglio Regionale qualcuno sentirà la mancanza.