Riordino aree protette e parchi: il cdx rilancia la legge sfascia parchi

Discusso oggi in Consiglio regionale il DDL 210, “Modifiche alla legge regionale 22 febbraio 1995, n. 12 (Riordino delle aree protette) e alla legge regionale 10 luglio 2009, n. 28 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità)”. Dai consiglieri regionali M5S, un no deciso alla “legge sfascia parchi”

“Nel DDL 210 abbiamo identificato quattro criticità principali: la riperimetrazione (al ribasso) dei confini di quattro parchi regionali di pregio, perdendo di fatto circa 1000 ettari di protezione complessiva, con input assolutamente verticistico per legge regionale, scavalcando di fatto i piani dei parchi stessi; la definitiva cancellazione (la chiamano “riordino”!) dei livelli di protezione su 42 aree protette del savonese (per un totale che supera i 21mila ettari!) facendole piombare in un limbo eterno (nel testo si parla in modo errato di 28 aree, dimenticandosene già di fatto 14). Altre criticità sono la pietra tombale messa dalla Giunta sull’istituzione del Parco del finalese attraverso un testo di legge che abbasserà in modo clamoroso il livello di tutela delle aree agricolo-forestali, presidio contro il dissesto idrogeologico, e la surreale opposizione alla richiesta del Comune di Urbe di aderire al Parco del Beigua con una parte del territorio (180 ettari circa). L’approvazione di questa delibera comunale (12 aprile 2017) era stata accolta da un folto pubblico e con un prolungato applauso che ha sciolto un’attesa durata 17 anni: una scelta, quindi, derivata da un percorso partecipato e condiviso con la cittadinanza e frutto di oltre 2000 firme”, dichiara il consigliere Marco De Ferrari.

“Come MoVimento 5 Stelle Liguria abbiamo cercato fino all’ultimo di scongiurare questi pericoli con specifici emendamenti. Restiamo e resteremo sempre convinti del fatto che il Parco non sia qualcosa che sovrasta e soffoca i territori e i Comuni, ma sia una struttura che sta accanto a loro e che li accompagna verso il futuro, verso uno sviluppo socio-economico e naturale sostenibile e senza pari. Come detto anche dal WWF in audizione in Commissione, se questo parco fosse stato istituito anche solo nel 2009 (dal 1995 quando la sua istituzione è stata inserita nella legge regionale), in 10 anni tra finanziamenti diretti e indiretti anche europei si sarebbero potuti canalizzare sui territori dai 2,5 ai 3 milioni di euro da investire in sviluppo sostenibile, lotta al dissesto, sviluppo del tessuto socio economico fatto anche di piccole e medie imprese agricole locali”, aggiunge De Ferrari, che ricorda: “Ambiente e salute sono due aspetti inscindibili della stessa medaglia. La tutela del primo porterà immensi benefici e risparmi anche economici sulla seconda. È la Costituzione che ce lo chiede, nei suoi principi fondamentali”.

“Ritengo discutibile il metodo con cui si vogliono ridefinire i confini di un parco, con un provvedimento di legge che include in sé anche la perimetrazione di tutti i parchi – dichiara a sua volta il consigliere regionale Andrea Melis -. In passato, il centrodestra ligure aveva già approcciato i parchi in questo modo, riducendone le dimensioni. Oggi, non solo ripropone lo stesso approccio ma peggiora il metodo, trasformando la perimetrazione in strumento politico, legato alle simpatie del momento, all’opportunità di chi governa, senza tenere conto invece delle esigenze del territorio, ignorando magari anche una richiesta legittima e lecita”. 

Melis a questo proposito risponde al consigliere Vaccarezza, che ha ironizzato sulla modalità con cui il comune di Urbe ha chiesto di far parte del Parco del Beigua. “Ricordo il Consiglio comunale di allora dove, a maggioranza, si deliberò che Urbe ne facesse parte. Non è accettabile che, per opportunità politica, non si tenga conto che quando un Consiglio comunale nella sua maggioranza delibera un atto, quell’atto è espressione della maggioranza dei suoi cittadini. Perché Urbe non può avere accesso al Parco per un esiguo 2,75% del suo territorio? Se non è per ragioni venatorie, nasconde forse interessi diversi? Di edilizia?”. 

“Troviamo sia alquanto curioso l’atteggiamento di questa Giunta, che mira a sfasciare i Parchi regionali liguri: è sotto gli occhi di tutti la volontà di smantellare il Montemarcello o di eliminare le parti della legge, peraltro mai attuata nonostante risalga al 1995, per l’istituzione del Parco del Finalese – dichiara poi la capogruppo regionale Alice Salvatore -. Perché questo accanimento? Dai banchi della maggioranza abbiamo sentito ogni genere di motivazione. Fra le tante, una più assurda dell’altra: i parchi soffocherebbero le potenzialità di un territorio, e “funzionerebbero male”. Sono insomma mal gestiti. Ebbene, ricordo a questa Giunta un aspetto stringente: se un parco funziona o non funziona, la responsabilità ricade sull’Ente Regione e dunque sulla Giunta che la governa, che ha dunque l’obbligo di monitorarne la gestione e di finanziare adeguatamente i parchi affinché possano svolgere al meglio le proprie funzioni”.

“La Giunta Toti, pur di favorire la lobby dei cacciatori – prosegue Salvatore – preferisce smantellare i Parchi regionali, rinunciare a milioni di euro di fondi europei che garantirebbero sviluppo economico, sviluppo sostenibile e politiche di tutela ambientale (come il contrasto al dissesto idrogeologico) e ignorare la volontà dei Comuni! Come non ricordare il caso di Urbe, che vorrebbe che meno del 3% del proprio territorio, con la sua bellissima faggeta, possa rientrare nel Parco del Beigua. Richiesta alla quale Toti risponde ‘no’, nonostante la delibera comunale e la raccolta firme dei cittadini. Chi se ne intende di economia, ancor prima che di ambiente, sa che la tendenza lungimirante è semmai potenziare e ampliare i confini dei parchi, che attraggono bellezza, sono un richiamo turistico e garantiscono fondi europei per lo sviluppo!”, dichiara poi Salvatore. Che aggiunge: “Questi guardano solo al proprio ombelico, non hanno una visione d’insieme, nessuna visione politica. Sono come locuste che distruggono tutto quello che trovano. È infatti evidente che questa Giunta ha interessi e progetti che, perché possano essere attuati, trovano nei parchi un primo ostacolo: eliminando precise aree protette con la ridefinizione dei confini, diventerebbe possibile costruire ‘selvaggiamente’, oltre che aumentare l’attività venatoria che tanto piace alla maggioranza. Dobbiamo forse pensare male? Ossia, se i parchi sono mal gestiti… non è che magari è la Giunta a volere che sia così?”. 

MoVimento 5 Stelle Liguria