Rio Carne, Salvatore: Giampedrone non ha affatto chiarito la situazione

La capogruppo regionale Alice Salvatore risponde all’assessore Giampedrone sulla vicenda del Rio Carne.

“Partiamo da un dato di fatto: la Regione può rilasciare la concessione di derivazione in assenza dell’autorizzazione unica della Provincia, elemento mai messo in discussione da noi. Anzi, a dire il vero è la Provincia di Imperia ad aver compiuto una stranezza rilasciando l’autorizzazione unica PRIMA che la Regione concedesse la derivazione delle acque“, dichiara Salvatore.

“La cosa che non torna (oltre a questa procedura all’inverso da parte della Provincia), e ciò che ci ha spinto a formulare la nostra interpellanza, è il motivo per cui la Regione ha concesso la derivazione delle acque per lo stesso procedimento per il quale la Provincia di Imperia ha ormai annullato l’autorizzazione unica”, spiega la capogruppo.

“Perché, se è vero che la concessione alla derivazione può – e deve – arrivare cronologicamente prima dell’autorizzazione unica della Provincia, è anche vero che quando l’autorizzazione unica viene revocata o annullata per il medesimo procedimento, automaticamente decade anche la derivazione delle acque della Regione; e su questo ci ha dato ragione lo stesso Giampedrone in Aula (si veda a tale proposito il regolamento del Consiglio regionale 6/2017 art. 9)”.

“In sintesi: pasticcioni sia dalla Provincia sia dalla Regione“.

“Non stupisca allora se chiediamo spiegazioni. Quello che ci lascia perplessi è la reazione dell’assessore: anziché rispondere, come avrebbe dovuto, è andato su tutte le furie e ne ha fatto una questione di ‘appropriatezza istituzionale’, tentando di far credere che avremmo posto una domanda illegittima. Ebbene, così non è, altrimenti il nostro atto non sarebbe stato approvato alla discussione in Aula da parte della Presidenza del Consiglio regionale”.

“Giampedrone ha convenientemente evitato di spiegare perché mai la Regione ha fatto un provvedimento dopo l’annullamento della Provincia, e anche per quale motivo non voglia procedere alla sospensione dello stesso, tenuto conto anche che c’è una sentenza pendente da parte del Tribunale Superiore delle Acque, a seguito di un ricorso presentato dal Comune interessato e dai suoi abitanti: Comune, Provincia e Regione fanno il diavolo a quattro, ma chi ci rimette potrebbero essere i cittadini e il territorio ligure, mentre chi invece potrebbe trarne vantaggio è un’impresa milanese che rischia di deturpare la Liguria. E noi siamo preoccupati”.

“Comunque, nulla è perduto: abbiamo depositato una nuova interrogazione, il più chiara e semplice possibile, con nuovi quesiti ben circoscritti, così Giampedrone avrà la possibilità di rispondere per davvero, consentendo a noi consiglieri di svolgere il nostro compito di sindacato ispettivo”, fa sapere Salvatore.

MoVimento 5 Stelle Liguria