REPLICA A GIAMPEDRONE: “INCHIESTA PUBBLICA NON SOSPENDE LA VIA, LA RAFFORZA”

L’assessore Giampedrone continua ad agitare fumo sul caso del biodigestore di Taggia, al centro della nostra interrogazione di ieri in Consiglio regionale. Prima in Aula sostiene che le osservazioni scritte di alcune associazioni in fase di conferenza dei servizi possano essere sostitutive dell’inchiesta pubblica. In realtà, come l’assessore dovrebbe sapere, non è affatto così: al massimo sono integrative rispetto a questo importante strumento, che ha invece un regolamento preciso, con almeno tre udienze pubbliche, un presidente garante e un rapporto finale.

Ma Giampedrone si è addirittura superato intervenendo a mezzo stampa, riuscendo a sostenere che “non ci sono i tempi per una nuova inchiesta pubblica”. Strano, perché l’assessore in Aula non ha mai parlato di tempi, limitandosi a citare un unico incontro dedicato al tema e le osservazioni scritte a suo dire sufficienti e quindi sostitutive dell’intero iter dell’inchiesta pubblica. Anche prendendo per buona questa seconda versione, in realtà l’avvio dell’inchiesta pubblica non sospende affatto il procedimento di VIA e quindi non impedisce né ritarda in alcun modo la decisione finale, ma semmai la qualifica e la motiva in modo più rispondente alle esigenze del territorio, come abbiamo ricordato anche nelle premesse dell’interrogazione di ieri.

Insomma, in entrambi i casi i conti non tornano. Né la risposta istituzionale, né tantomeno quella data alla stampa risultano avere il minimo fondamento. È ora che Giampedrone faccia pace con se stesso e assuma una posizione chiara, coerente e, soprattutto, attendibile, per il rispetto che meritano i cittadini di Taggia.