Bilancio, passo indietro su sanità e investimenti tecnologici

Se è vero che il Bilancio è una cartina tornasole di ogni governo, allora il giudizio non può che essere profondamente negativo. La variazione di Bilancio approvata oggi in Consiglio regionale, con il voto contrario del MoVimento 5 Stelle, rappresenta un passo indietro ulteriore rispetto ai provvedimenti analoghi precedenti e anche rispetto alla Giunta precedente, in particolar modo in tema di mobilità passiva nella sanità.

Purtroppo ancora una volta la maggioranza approva in maniera asettica e acritica un provvedimento in realtà importantissimo per il presente e il futuro di questa regione. E, in questo modo, impedisce qualsiasi intervento costruttivo e correttivo da parte dell’opposizione. Grave, ad esempio, che ci siamo ritrovati a votare oggi in aula il testo con emendamenti sostanziali presentati in commissione a poche ore dal Consiglio. Il copione è questo: ci vengono presentati dei numeri, su cui si discute nelle varie commissioni, su cui si presentano relazioni e poi con un colpo di mano i numeri cambiano, spuntano altri capitoli di spesa e/o compensazioni o altre considerazioni, e cosi ricomincia una nuova puntata al gioco delle tre carte. Ma qua non stiamo giocando.

Le principali perplessità riguardano la sanità, vera e propria spina nel fianco del bilancio ligure: allarmante vedere come dei circa 84 milioni di euro contenuti nel freschissimo emendamento in esame oggi almeno 60 milioni siano impegnati in ambito sanitario. Ma la cosa più sorprendente è che una buona percentuale di questa cospicua cifra (quasi 27 milioni) non è destinata agli investimenti tecnologici di cui necessitiamo urgentemente (a cui è assegnato un importo di 7 milioni circa) o alla formazione dei medici, ma al pagamento delle prestazioni sanitarie dei pazienti liguri in fuga in altre regioni o addirittura all’estero, per un saldo complessivo negativo di 3 milioni per la mobilità passiva internazionale e di 50 milioni per quella interregionale. È la conferma di una gestione della sanità incapace di investire in modo mirato sulla formazione di medici e di eccellenze. In ultimo, si conferma ed è anzi lo stesso Toti, in qualità di Presidente e assessore al bilancio in pectore a confermarlo, la tendenza preoccupante di questa Giunta ad indebitarsi per molte delle sue politiche. La Corte dei Conti è stata chiara su questo punto: non si può continuare con il ricorso alla sottoscrizione di mutui e quindi ad contrarre ulteriore debito.

Nonostante tutte le difficoltà, abbiamo cercato di essere propositivi, portando all’attenzione della Giunta un problema che limita enormemente la potestà legislativa del Consiglio regionale. Attualmente, infatti,  per un consigliere che intende proporre una Pdl è impossibile conoscere – se non chiedendo agli uffici competenti – l’esatta situazione contabile e la disponibilità per ogni missione o capitolo di bilancio. Una lacuna a cui abbiamo chiesto di porre rimedio con l’istituzione di un’area informatica a disposizione di tutti i consiglieri per conoscere in tempo reale la disponibilità dei vari capitoli e poter svolgere, così, al meglio il proprio mandato. Purtroppo anche su questo fronte ci siamo ritrovati di fronte al muro della maggioranza e di Toti. Un pessimo segnale da parte della Giunta, che va in direzione contraria a quella logica di trasparenza che dovrebbe essere messa al centro quando si discute di bilancio.

Alice Salvatore e Fabio Tosi, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria